Ho comprato qualche tempo fa il libro di Nicolai Josuttis "SOA in practice", e devo dire che lo sto leggendo con soddisfazione.
Sono interessato a tutto ciò che è Service Oriented Architecture ormai da alcuni mesi e devo dire che il suo approccio mi piace molto: è equilibrato, e soprattutto non osanna la SOA come panacea di tutti i mali e soluzione definitiva mondiale dei problemi di integrazione.
La definizione di SOA è qualcosa di sfuggente: googlando SOA in internet si trova di tutto!
Questo accade un po' perchè è una tecnologia emergente e un po' perché non è uno standard tecnico, ma una linea guida: per questo ogni definizione risulta sempre un po' ambigua e poco definita. Cercando in internet è facile capire che esistono sono tante definizioni di SOA quanti sono coloro che ci scrivono.
La definizione che fornisce Josuttis secondo me è una delle migliori: la riporto di seguito.
"SOA is an architectural paradigm for dealing with business processes distributed over a (even) large landscape of existing and new heterogeneus systems that can be under the control of different owners."
E' interessante perché, in una sola frase, coglie gli aspetti salienti della SOA:
1) Integrazione tra sistemi eterogenei e distribuiti
2) Si parla di Business Processes, e non di scambio di dati. L'approccio SOA effettivamente è orientato al business, più che all'aspetto tecnico dell'integrazione.
La lettura del libro di Josuttis è davvero interessante, per chi, come me, è appassionato di problematiche di integrazione tra sistemi: consigliatissima!
Una spiegazione concisa e alternativa della SOA, ma comunque chiarificatrice, è data da John Reynolds al seguente indirizzo:
http://weblogs.java.net/blog/johnreynolds/archive/2005/01/th
e_soa_elevato.html
Ci tenevo a segnalarla perché, quando l'ho letta, ha dato risposta ad una serie di domande che mi ero fatto e alle quali, dopo giorni di ricerca, non riuscivo a trovare soluzione.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento